venerdì 8 ottobre 2010

Domani Terza edizione ‘Diritti in Piazza’

Per il terzo anno consecutivo la CGIL organizza, in tutte le piazze d'Italia la giornata della tutela individuale, con l'obiettivo di far conoscere ai cittadini il sistema di tutele della CGIL.

A Prato, l'appuntamento di quest'anno, dedicato ai giovani, si terrà dalle 10.00 alle 12.00 in via Magnolfi.

Ti aspettiamo.
http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=14731

mercoledì 1 settembre 2010

PER I SOLDI DEL GOVERNO C'E' DA ASPETTARE

Sanno che un pezzetto di quei 25 milioni di euro stanziati dal Governo potrebbe toccare anche a loro e perciò alzano la cornetta. «Pronto, mi è finita la mobilità e vorrei sapere come fare domanda per il contributo». Dall’altra parte del filo c’è il sindacato, la Cgil, dove in questo scorcio d’estate i centralini sono tempestati di telefonate. A chiamare sono i tanti lavoratori disoccupati e senza sostegno al reddito che s’interrogano su come muoversi per non rimanere a bocca asciutta quando la Provincia erogherà 670 euro al mese per 6 mesi, nel caso di ex lavoratori privi di ammortizzatori sociali da almeno 4 mesi, mentre per un anno 1.200 euro finiranno in tasca di chi si trova a 18 mesi dal traguardo della pensione. Per ora quei soldi, per i quali fa fede la firma del sottosegretario Viespoli (dimissionario), sono ancora congelati a Roma e dovrebbero incamminarsi verso Prato ad autunno inoltrato. E la burocrazia rischia di metterci il suo zampino. «Siamo in attesa del decreto attuativo con cui il ministero del Lavoro assegnerà le risorse alla Regione che a sua volta le dirotterà alla Provincia - spiega la vicepresidente Ambra Giorgi - Era da mettere in conto comunque che i soldi non sarebbero arrivati prima di ottobre. Al più presto dovremo fissare un incontro con Comune, sindacati e forze economiche per stabilire i criteri di assegnazione. Non è escluso che poi la gestione delle singole domande possa passare attraverso gli sportelli del sindacato». La carica dei 4.000 lavoratori del distretto che saranno coperti dai contributi deve dunque pazientare prima di mettersi in moto. Magari tra queste migliaia c’è chi non può proprio permettersi di temporeggiare e, senza l’ombra di un lavoro, non riesce più a tirare la cinghia. Tecnicamente la Provincia dovrà emanare un bando e da quello si potranno evincere le disposizioni per presentare domanda. Dal canto loro, le tre organizzazioni sindacali sono pronte a seguire l’iter finale, quello che in pratica porterà i contributi concretamente nelle tasche dei lavoratori. «In tanti ci chiedono informazioni su come fare domanda - conferma il segretario della Cgil Manuele Marigolli - ma li rimandiamo a tra una ventina di giorni spiegando che occorre il decreto del Governo. Una volta compiuti tutti i passaggi, ci metteremo a disposizione della Provincia per gestire il flusso delle domande, utilizzando la convenzione dei sindacati per fare da sportello al Centro per l’Impiego». Restano ancora da chiarire i criteri per avere accesso ai 25 milioni complessivi. All’ultima riunione del tavolo di distretto si era ipotizzato un limite di reddito massimo (Isee) calcolato in 17.000 euro riferito però all’anno precedente. «Burocrazia permettendo - aggiunge il segretario Cisl Stefano Bellandi - non starò tranquillo finché non vedrò staccato il primo assegno a un cassintegrato. Comunque i soldi non si vedranno prima di novembre». Infine si dà una scadenza il segretario della Uil Angelo Colombo: «Il nostro sindacato farà di tutto affinché si riesca ad erogare questi soldi prima delle feste di Natale». Sarebbe il più bel regalo sotto l’albero per tanti pratesi.
Maria Lardara da 'Il Tirreno'

venerdì 27 agosto 2010

Testo Unico su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Disponibile in rete il "nuovo" Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro, aggiornato con le novità del DL 78/2010 (file da circa 6MB).
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/6B82D5F3-ED18-48D4-A54C-C8ED58B8DF2E/0/TU8108EdAgosto2010.pdf

giovedì 1 luglio 2010

Prato in sciopero 2 luglio 2010
























Lettera delle associazioni

Prato 30 giugno ’10

Le seguenti Associazioni, valutando negativamente la manovra correttiva sui conti pubblici proposta alle Camere dal Governo e giudicandola grave per i cittadini a reddito più basso, credono necessaria una mobilitazione contro la manovra stessa e per queste ragioni aderiscono allo sciopero indetto dalla CGIL Toscana per il 2 luglio, invitando i propri iscritti a mobilitarsi e partecipare.

Le proposte del governo, infatti, non incidono per niente su quel dieci per cento di popolazione che possiede il 45% della ricchezza, il taglio dei trasferimenti a Regioni e Comuni si trasformerà in minori servizi per le fasce deboli della popolazione, il taglio del 40% al fondo trasporti comporterà una diminuzione del trasporto pubblico con un aumento di quello privato, con la conseguenza di un aumento di costi per le persone ed un peggioramento dell’impatto ambientale.
Due questioni che danno il senso dell’accanimento sono: l’innalzamento dal 74% all’85% del punteggio di invalidità. Questo significa che le persone down non avranno più diritto a 256 Euro mensili di pensione civile. Lo spostamento della finestra per il pensionamento di 1 anno comporterà, per i lavoratori licenziati e che ricevono l’assegno di mobilità, la perdita del sostegno al reddito per il periodo che intercorre fra la fine della mobilità e il diritto alla pensione.

Queste sono le ragioni per cui giudichiamo la manovra iniqua e impopolare.

Aned
Anpi
Arci Provinciale
Assemblea libertà è partecipazione
Federconsumatori
Legambiente
Per il lavoro e la democrazia
Spazio Pubblico
Stop Razzismo


Prato

lunedì 21 giugno 2010

Fiat, lettera degli operai di Tychy a quelli di Pomigliano

I lavoratori della Fiat di Pomigliano D’Arco sono chiamati a votare se accettare o meno le condizioni che la FIAT gli ha posto per riportare in Italia la produzione della Panda, attualmente prodotta in Polonia, a Tychy. Le condizioni – come ampiamente riferito dal nostro sito in vari articoli e commenti – sono molto stringenti: agli operai, tra le altre cose, è richiesto di lavorare di sabato, di fare tre turni al giorno invece di due, di ridurre la pausa pranzo a mezz’ora, di fare obbligatoriamente 120 ore di straordinari e di accettare periodi di malattia non retribuiti.

Se gli operai della FIAT dovessero accettare queste condizioni ci sarà comunque uno stabilimento che chiuderà: quello di Tychy. E’ evidente che il problema del lavoro, in un mercato globale, ha dimensioni internazionali. Sono proprio alcuni operai di Tychy a ricordarlo, in una lettera accorata che hanno spedito ai colleghi di Pomigliano e che noi vi riportiamo integralmente:

“La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend).

A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.

Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso.
Che cosa abbiamo ormai da perdere?

Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.

In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.

E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.

Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.

Lavoratori, è ora di cambiare”.

dal si.to www.sinistraprato.it

martedì 15 giugno 2010

UN RICATTO, NON UN ACCORDO

http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/pomigliano/10_06_14-PuntoFiom.pdf

FIAT: CGIL, PROPOSTE AZIENDA PER POMIGLIANO VIOLANO COSTITUZIONE
Nel documento consegnato alle organizzazioni sindacali dalla Fiat emergono "profili di illegittimità" in materia di malattia e diritto di sciopero e una proposta di accordo che può "violare leggi e Costituzione".
E' quando sottolinea la segreteria nazionale CGIL in una nota sulla trattativa per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco.
ASCA 14 luglio 2010